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i-denti-tà - Dalla cura dei denti la salute del corpo - Approccio autobiografico alla Medicina Olistica e alla Dentosofia
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i-denti-tà - Dalla cura dei denti la salute del corpo - Approccio autobiografico alla Medicina Olistica e alla Dentosofia
Stringere i Denti!!
Sembra facile utilizzare la nostra buona volontà per forzare un ostacolo imprevisto e con coraggio superare la paura e la sorpresa che ci vorrebbe bloccare o far fuggire.
In questo gesto così vitale e volenteroso in realtà ci confrontiamo con le vere potenzialità corporee perché il 60-80% della forza fisica, delle capacità posturali e di equilibrio, di controllo neurovegetativo simpatico dipendono dal tipo di occlusione della bocca, dall’equilibrio masticatorio della stessa.
Letteralmente ci appoggiamo alle due arcate dentarie, e poniamo la lingua in posizione utile per permettere la messa in tensione delle fasce muscolari e delle catene cinetiche di tutto l’organismo.
Ogni movimento parte in realtà dalla bocca-lingua e grazie all’appoggio gravitario sui piedi collega le intenzioni individuali all’azione corporea vera e propria.
Immaginate le arcate del palato in alto come una volta, il pavimento della bocca, e in questa cavità in cui i denti come colonne trasformano questo spazio in una specie di tempio, la lingua come il nostro rappresentante e portavoce che riempie e si muove abitandolo da padrona. Il mio caro amico Luca si è impegnato da molti anni nello sviluppo di questa arte che si accompagna e sostiene ad una conoscenza e perizia scientifica.
L’incontro con la Dentosofia è stata per lui e per me, non solo l’inizio di una reciproca amicizia e stima, ma anche la partenza di un cammino di ricerca e scambio profondo e proficuo.
La Saggezza dei denti (Dentosofia) ci aiuta a leggere ed interpretare come fossero scritti, i messaggi mostrati nel corpo fisico dell’attività interiore dell’essere umano, a vederne le potenzialità e a tenere conto dei limiti presenti , cercando assieme la via per aiutare lo sviluppo e la maturazione al meglio dei talenti e sostenere il cammino di superamento possibile degli ostacoli.
È un lavoro fatto assieme ai pazienti, con delicata costanza e reciproca fiducia, costruita nel tempo e negli incontri, che richiede un’attivazione profonda del paziente che utilizza gli apparecchi di Soulet-Besombes e gli altri strumenti correlati previsti dalla Dentosofia e dalla Ortodonzia. Questa dedizione e profondo interesse porta il dentista dentosofo a vedere e riconoscere tutto l’essere umano attraverso l’osservazione della bocca.
I denti e tutto il cosiddetto apparato stomatognatico, cioè le funzioni correlate alla posizione, in senso qualitativo morfologico e quantitativo sostanziale, dei denti stessi e al tipo di occlusione, cioè alla modalità di incontro fra le due arcate determinano e manifestano la continua trasformazione che consegue e dipende dagli eventi biografici individuali unici ed irripetibili, cioè originali.
Ogni cambiamento morfologico fisico corrisponde alla evoluzione dell’essere umano a livello spirituale, animico e corporeo, perché lui ne è la causa prima come unico soggetto. Nella Dentosofia si tratta di imparare l’arte e la scienza di osservare ed interpretare per immagini reali e viventi le metamorfosi corporee come simboli della vita interiore individuale.
Essa è un aiuto offerto ai pazienti e ai medici per sperimentare una delle vie concrete per uno sviluppo progressivo delle nostre latenti forze e risorse di autoguarigione che non si limitano a combattere la malattia ed i suoi sintomi, ma che vogliono aiutare e stimolare le forze spirituali fino al recupero della salute nell’organismo in modo dinamico.
La guarigione è riconosciuta come processo attuato da forze individuali di pareggio delle forze squilibranti portatrici di malattia.
Dott. Alessandro Calzolari
Medico fisiatra
INTRODUZIONE DI Vilmer Rado
Osteopatia e odontoiatria
Dopo diversi anni di pratica osteopatica abbiamo osservato che il sistema stomatognatico riveste molta importanza nella diagnostica e nel trattamento osteopatico.
Come sostengono diversi autori «esiste una stretta relazione tra la triade: occlusione, articolazione temporo-mandibolare e postura cranio-cervico-spinale».
L’osteopata ha la responsabilità di inserire il sistema occlusale nel quadro della lesione globale. Il nostro lavoro consiste nel permettere all’organismo e in particolare al cervello di ricevere le afferenze propriocettive1 il più esattamente possibile e far sì che queste stimolazioni siano trattate correttamente.
L’approccio osteopatico di questa «regione» permette all’odontoiatra di «evadere» dalla bocca del suo paziente.
Servirà a poco trattare una malocclusione con una placchetta o altri dispositivi odontoiatrici quando questa malocclusione è provocata da una lesione ascendente, riflesso forse di una causa esterna alla bocca.
È altresì sconsigliato cominciare un trattamento osteopatico su un paziente che presenta una malocclusione primaria riflessa.
È imprescindibile lo scambio di informazioni e di esperienze tra discipline diverse. Tra osteopati e odontoiatri.
Leggere questo libro, il cui autore è un caro amico e bravo professionista, rende esplicito quanto sopra dichiarato.
Inizia un nuovo cammino dove odontoiatri e osteopati offrono le loro peculiarità nella ricerca dell’«I-denti-tà».
Con amicizia.
Vilmer Rado
Medico chirurgo osteopata
Presentazione
Dentista filosofo
Osteopatia e odontoiatria
Premessa
- i-denti-tà
- L’incontro con la Dentosofia
- La storia di mio nipote Damiano
- Dedicato ai piccoli pazienti
- Odontoiatria olistica
- Lingua e deglutizione
- Apparecchi funzionali
- Neuroriabilitazione corticale superiore in Dentosofia