Le IV Classi - Dieci Maltrattamenti Ortodontici
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Purtroppo la medicina ha sempre offerto nei secoli cattivi esempi di cure non corrette, che sfociano poi in danni, che gli inglesi definiscono "malpractice". Perchè non ricordare il grande Molière ed il suo "Le Malade Imaginaire"?.
Raramente però si riscontrano libri o relazioni che approfondiscono questo aspetto, eccezion fatta naturalmente per tutta la casistica legata al contenzioso ed alla medicina legale.
In particolare per l'ortodonzia va dato grande merito al Dr. Giobatta Garino che, alla fine degli anni 80, durante la sua splendida presidenza SIDO, affidò al Professor Van Der Linden la relazione memorabile e di grande utilità per tutti.
Ora il dott. Arnone ci propone una primizia in campo editoriale, un intero volume su questo argomento che, con squisito senso di humor, titola "Le quarte classi".
Egli presenta con estrema accuratezza e precisione le situazioni di dieci casi clinici. Per ognuno descrive e documenta con ottima iconografia e disegni la situazione alla "fine della cura", dopo 7/8 ed oltre anni di terapia attiva, illustrando poi la risoluzione del caso a seguito di un "ritrattamento" valido eseguito da ortodontisti che collaborano con l'Autore.
Trattasi sempre di pazienti fortemente delusi, sfiduciati, anche molte volte nella psiche, e coloro che in precedenza li avevano curati.
Vale sempre il detto evangelico: "Chi è senza peccato.... scagli la prima pietra!" Un professionista serio e preparato sa riconoscere i propri errore e dimostrare l'umiltà e l'onestà che lo inducono a modificare il piano di cura od a consultare un altro professionista (come è ben descritto nel caso numero 8), dandone quanta diligenza od impegno siano stati posti nella conduzione della cura da parte del medico.
Ecco spiegata la mia lunga introduzione.
Come dice il grande Leonardo: "La pratica sanza scientia è come il nocchiero che sale in naviglio sanza timone".
Il professionista non preparato o non aggiornato, o che dedica poco tempo ed impegno al caso ortodontico, finisce quasi certamente col creare un caso di "malpractice", cioè .. una "IV Classe".
L'aumento del contenzioso medico-legale nel settore ortodontico è dovuto al numero eccessivo di professionisti che si sono dedicati alla specialità con insufficiente preparazione scientifica e pratica, creando anche convenzionamenti con enti pubblici e privati a tariffe che direi irresponsabili.
Stupisce e rammarica oltretutto la constatazione che in quasi tutti i casi presentati la durata della precedente terapia sia stata sempre eccessivamente lunga (6/8 anni di media ed in un caso quasi 20!), per arrivare al nuovo consulto in età adulta, perdendo quindi la potenzialità curativa della crescita.
L'Autore ha il pregio di condurre per mano il lettore, proponendo e spiegando "step by step" il ragionamento diagnostico, il nuovo piano terapeutico, le modifiche necessarie via via che il caso procede. Mette inoltre in evidenza l'importanza della "rimotivazione psicologica" che si crea allorquando lo stesso paziente può rendersi conto dei miglioramenti indotti dal progredire della cura. E' quasi commovente soffermarsi con attenzione sulle foto del sorriso alla fine del "trattamento" (giusto neologismo"), che esprime non solo la certezza del risultato ma la gratificazione e la nuova carica di ottimismo che il paziente ha riaquistato.
Ricordo che anni fa uno dei più diffusi settimanali titolava in copertina: "Quanto vale un sorriso?". Oggi si parla, si è accettati, ci si sente realizzati e fiduciosi con un sorriso eccellente. Tutti i media fanno a gara per presentarci sempre e solamente sorrisi perfetti.
Vorrei quindi sottolineare due aspetti fra i più importanti di questo libro.
Il primo è squisitamente tecnico-operativo, perchè l'autore, da grande eclettico e consumato studioso, sa usare tutte le tecniche, gli accorgimenti particolari, citando sempre chi li ha creati, abbinando ad un continuo riscontro dialettico i vantaggi e gli svantaggi di ogni singolo movimento dentale sulla stabilità funzionale ed estetica del risultato.
Il secondo aspetto, per me ancora più importante, è il riflesso psicologico e quindi umano di vedere e sopratutto "ascoltare" il paziente nella vera visione olistica, cioè nella sua completezza, sia che si tratti di un bambino o di un adulto.
Prof. Damasco Caprioglio
Ordinario di Ortognatodonzia e Gnatologia
e Direttore dei corsi di Perfezionamento
in Ortodonzia Intercettiva e prechirurgica
Docente di Etica
Univ. Studi di Parma
- - Presentazione
- - Riflessioni preliminari
- CASO 1 - Paziente C.I. età 17,6 anni - sesso femminile
- CASO 2 - Paziente C.B. età 37 anni - sesso femminile
- CASO 3 - Paziente D.V età 12 anni - sesso femminile
- CASO 4 - Paziente B.E. età 15,9 anni - sesso maschile
- CASO 5 - Paziente B.A. età 15,7 anni - sesso maschile
- CASO 6 - Paziente A.A. età 37 anni - sesso femminile
- CASO 7 - Paziente O.C. età 12,3 anni - sesso femminile
- CASO 8 - Paziente S.S. età 18,6 anni - sesso femminile
- CASO 9 - Paziente G.R. età 25,2 anni - sesso maschile
- CASO 10 - Paziente P.E. età 28 anni - sesso femminile
- - Considerazioni conclusive
- - Ringraziamenti
- - Bibliografia
Autore
Editore
Anno
2008
Pagine
145
Formato
Brossura
Prezzo
100,00 €
Lingua
Italiano
Anno
2008
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