I fattori di rischio per la Malattia Parodontale

9788875720469 | Martina Edizioni | 2007

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Le attuali conoscenze riguardo l'eziologia e la patogenesi delle malattie parodontali evidenziano come tali disordini infettivo-infiammatori siano causati primariamente dai batteri. La forma non destruente di malattia parodontale, la gengivite, risulta clinicamente e sperimentalmente dall'accumulo di placca batterica sulle superfici dentarie adiacenti la gengiva, si manifesta nello sviluppo di un processo infiammatorio nei tessuti gengivali, mentre si risolve in seguito alla rimozione meticolosa della placca. Gli studi epidemiologici hanno mostrato, tuttavia, che la forma destruente di malattia parodontale, la parodontite, pur condividendo il fattore eziologico batterico e pur essendo spesso preceduta da una manifestazione più o meno eclatante di gengivite, è caratterizzata da molti aspetti delle patologie ad eziologia multifattoriale, con manifestazioni e progressione variabile da persona a persona, da dente a dente e da sito a sito in relazione a molteplici fattori, comportamentali, sociali, ambientali, fattori sistemici e genetici, fattori microbiologici, fattori locali. La complessità eziopatogenetica della parodontite comporta dunque che la sua prevalenza nella popolazione sia più bassa della gengivite, cui sono soggetti tutti gli individui in seguito all'accumulo di placca, e che la sua gravita vari notevolmente tra gli individui. In un classico studio longitudinale su una popolazione di lavoratori delle piantagioni di thè in Sri Lanka, non trattata punto di vista odontoiatrico e con scarsa igiene orale, Loe et al (1986) osservarono un'enorme variabilità tra gli individui riguardo alla progressione della parodontite. Mentre l'81% della popolazione aveva una progressione moderata e l'11% nessuna progressione della parodontite, l'8% veniva descritto come colpito da una rapida progressione durante un periodo di follow-up di 15 anni. Altri studi longitudinali hanno mostrato che esistono sottogruppi di pazienti con predisposizione variabile alla progressione della malattia anche nelle popolazioni trattate dal punto di vista parodontale (Hirscfield & Wasserman 1978). Gli autori studiarono 600 pazienti sottoposti a trattamento parodontale e mantenimento per un periodo medio di 22 anni, valutando il numero di denti persi durante il follow-up. L'83% dei pazienti perse meno di 3 denti, il 12.6% dei pazienti perse da 4 a 9 denti e il 4.2% dei pazienti, nonostante i frequenti richiami parodontali perse più di 10 denti, mostrando una risposta estremamente scadente alla terapia parodontale. È possibile quantificare la "suscettibilità" ad ammalare di una forma destruente di malattia parodontale che conduce alla perdita di supporto del dente? È dunque possibile disegnare il profilo del paziente a rischio per la parodontite? La conoscenza dei diversi fattori che influenzano la risposta dell'organismo all'attacco microbico, sulla base dei dati disponibili in letteratura, può consentire al clinico di modulare individualmente la terapia, la frequenza e la tipologia dei trattamenti ed inoltre di formulare una prognosi più accurata. La valutazione del rischio individuale può consentire di evitare, ridurre o gestire gli effetti legati al fattore di rischio, così diventando parte integrante del piano di trattamento. Gli obiettivi di questa trattazione sono analizzare le conoscenze attualmente disponibili sui fattori rischio, legati all'ospite, alla flora microbica, alle condizioni locali e descrivere l'utilizzo di modelli prognostici per l'identificazione di gruppi ed individui ad alto rischio, in maniera tale da fornire un ausilio al clinico per una diagnosi corretta, sulla quale impostare un trattamento individualizzato
  1. Capitolo 1. - FATTORI DI RISCHIO NON MODIFICABILI
  2. - ETÀ
  3. - GENERE
  4. - RAZZA/ETNIA
  5. - GENETICA
  6. Capitolo 2. - FATTORI DI RISCHIO SISTEMICI
  7. SINDROMI E MALATTIE EREDITARIE CON ALTERAZIONE DEL TESSUTO CONNETTIVO
  8. - SINDROME DI DOWN
  9. - SINDROME DI EHLERS-DANLOS
  10. - DIABETE MELLITO INSULINO-DIPENDENTE (IDDM)
  11. - SINDROME DI PAPILLON LEFÉVRE
  12. SINDROMI E MALATTIE EREDITARIE CON DISFUNZIONE FAGOCITARIA
  13. - DISORDINI QUANTITATIVI O NEUTROPENIE
  14. - NEUTROPENIA CONGENITA (SINDROMEDIKOSTMANN)
  15. - NEUTROPENIA CRONICA BENIGNA (FAMILIARE)
  16. - NEUTROPENIA CICLICA
  17. - SINDROME DI FELTY
  18. - DISORDINI FUNZIONALI DI ADESIONE
  19. - LEUKOCYTE ADHESION DEFICIENCY (L.A.D.)
  20. - DISORDINI FUNZIONALI DI CHEMIOTASSI
  21. - SINDROME DA IPERGAMMAGLOBULINEMIA E (H.I.E.S.) O SINDROME DI JOB
  22. - SINDROME DI CHEDIAK-HIGASHI (C.H.S.)
  23. - SINDROME DEL LEUCOCITA PIGRO (L.L.S.)
  24. - DISORDINI DELLA FAGOCITOSI E DEI MECCANISMI MICROBICIDI
  25. - DEFICIENZA DELLA MIELOPEROSSIDASI (MPO)
  26. - MALATTIA GRANULOMATOSA CRONICA (C.G.D.)
  27. - DEFICIENZA DEI GRANULI SPECIFICI
  28. DISVITAMINOSI
  29. STRESS
  30. IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA
  31. VARIAZIONI ORMONALI
  32. - PUBERTA'
  33. - MESTRUAZIONI
  34. - GRAVIDANZA
  35. - MENOPAUSA
  36. OSTEOPOROSI E OSTEOPENIA
  37. ASSUNZIONE DI FARMACI
  38. RADIOTERAPIA
  39. Capitolo 3. - FATTORI DI RISCHIO COMPORTAMENTALI ED AMBIENTALI
  40. PLACCA E COMPLIANCE
  41. FUMO
  42. ALCOOL
  43. Capitolo 4. - FATTORI DI RISCHIO MICROBIOLOGICI
  44. ACTINOBACILLUS ACTINOMYCETEMCOMITANS
  45. BACTEROIDES FORSYTHUS
  46. PORPHYROMONAS GINGIVALIS
  47. VIRUS
  48. Capitolo 5. - FATTORI DI RISCHIO LOCALI
  49. FATTORI DI RISCHIO RELATIVI AL DENTE.
  50. TRAUMA OCCLUSALE
  51. Capitolo 6. - MODELLI DI VALUTAZONE DEL RISCHIO
EAN
9788875720469
Anno
2007
Pagine
102
Formato
Brossura
Prezzo
37,00 €
Lingua
Italiano
Anno
2007
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