Il Ribasamento - nella pratica protesica - Testo Atlante

625120 | Martina Edizioni | 1996
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Il presente testo atlante si prefigge lo scopo pertanto di indurre il professionista a migliorare la pratica del ribasamento che a tante sgradite sorprese può dar luogo se non correttamente eseguita, e chi ha esperienza in materia può bene affermare: "chi è senza peccato scagli la prima pietra"! Nella ricerca dei perfezionamenti e di tutto ciò che in questo testo si suggerisce ovviamente i tempi per la realizzazione della pratica del ribasamento si allungano più o meno notevolmente, l'occasione di allestire nuove protesi può sfumare, tuttavia vecchie protesi con una o più imperfezioni possono essere riadattate e migliorate al punto di avere maggiore certezza di successo rispetto alla pratica del rifacimento. Realizzando la presente opera pensiamo di aver apportato un contributo chiarificativo molto importante per gli allievi dei corsi di laurea e per tutti coloro che praticano la professione dedicandosi con passione anche alla protesi mobile in quanto molto spesso al semplice ribasamento occorre aggiungere un particolare, il più vario, da un allungamento od un accorciamento di flangia, dall'assottigliamento o all'ispessimento di un bordo e quant'altro è parte essenziale di questo stesso nostro contributo. Alberto Zuccari
  1. INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI
  2. Note introduttive
  3. Scopo del ribasamento
  4. Distinzione del ribasamento
  5. 1) Ribasamento aggiuntivo ("relining")
  6. A) Tecnica diretta
  7. B) Tecnica indiretta
  8. 2) Ribasamento sostitutivo ("rebasing")
  9. 1. INDICAZIONI
  10. 1.1. INDICAZIONI GENERICHE
  11. 1.1.1. Atrofia
  12. 1.1.2. Protesi derivate da imperfezione generica di impronta primaria
  13. 1.1.3. Protesi derivate da errata scelta iniziale del portaimpronta
  14. A) Portaimpronta con flangie linguali inadeguate
  15. B) Portaimpronta troppo lungo o troppo corto
  16. 1.2. INDICAZIONI PARTICOLARI
  17. 1.2.1. Protesi mobili incrinate o fratturate
  18. 1.2.2. Protesi parziali mobili ad estensione
  19. A) Verifica delle condizioni di stabilità della protesi
  20. B) Verifica delle condizioni di occlusione
  21. C) Constatazione degli inconvenienti del ribasamento nelle protesi ad estensione distale
  22. Ribasamento a bocca aperta
  23. Ribasamento a bocca chiusa
  24. Polimerizzazione della resina
  25. D) Verifica delle condizioni delle creste edentule
  26. 1.2.3. Protesi parziali mobili intercalate
  27. 1.2.4. Protesi totali in neoportatori da migliorare
  28. 1.2.5. Protesi pre-estrattive
  29. 1.2.6. Protesi mobili insufficientemente estese
  30. 1.2.7. Protesi totali con mezzi ausiliari di stabilizzazione
  31. 1.2.8. Placche di svincolo
  32. 2. CONTROINDICAZIONI
  33. 2.1. Controindicazioni riferibili al paziente
  34. 2.2. Controindicazioni riferibili alla protesi
  35. 2.2.1. Relazione centrica errata
  36. 2.2.2. Dimensione verticale errata
  37. 1) D.V. rialzata e D.V. alta
  38. 2) D.V. abbassata e D.V. bassa
  39. 2.2.3. Scorretta estensione
  40. 2.2.3.1. Scorretta estensione in difetto
  41. 2.2.3.2. Scorretta estensione in eccesso
  42. 2.2.4. Denti eccessivamente usurati o malposizionati
  43. 2.2.5. Palato laminare
  44. 2.2.6. Protesi scheletrata incongrua
  45. 2.2.7. Protesi mobili altamente irrazionali e traumatizzanti
  46. 3. MATERIALI PER IL RIBASAMENTO
  47. 3.1. Premessa
  48. 3.2. Classificazione generale dei materiali per il ribasamento
  49. 3.3. Punti di repere anatomici
  50. 3.4. Idoneità dei materiali
  51. 3.5. Requisiti richiesti ai materiali per il ribasamento
  52. 3.6. Materiali per la tecnica diretta
  53. 3.6.1. Tecniche di impiego
  54. 3.7. Materiali per la tecnica indiretta
  55. 3.7.1. Materiali elastici
  56. 3.7.1.2. Polisolfuri
  57. 3.7.1.2.1. Tecniche di impiego
  58. 3.7.1.3. Siliconi
  59. 3.7.1.3.1. Tecniche di impiego
  60. 3.7.1.4 Polieteri
  61. 3.7.1.4.1. Tecniche di impiego
  62. 3.7.1.5. Resine acriliche plastiche a presa ritardata
  63. 3.7.2. Materiali rigidi
  64. 3.7.2.1. Paste all'ossido di zinco-eugenolo
  65. 3.7.2.1.1. Tecniche di impiego
  66. 3.7.3. Materiali termo-plastici
  67. 3.7.3.1. Tecniche di impiego
  68. a) Realizzazione del giunto periferico
  69. b) Realizzazione di una maggiore estensione delle selle di protesi parziale scheletrata ad estensione
  70. 3.8. Materiali per la tecnica diretta-indiretta
  71. 3.8.1. Generalità
  72. 3.8.2. Indicazioni e tecniche di impiego
  73. 3.8.2.1. Tecniche di ricondizionamento dei tessuti
  74. 3.8.2.2. Tecniche di impiego post-chirurgico
  75. 3.8.2.3. Modalità di impiego "pratico" delle resine acriliche plastiche a presa ritardata
  76. 3.8.2.4. Modalità di reazione delle resine a.p. a p.r
  77. Fase fisica
  78. Fase chimica
  79. Fase attiva
  80. Fase elastica
  81. Fase granulosa
  82. Possibilità irritative per i tessuti
  83. Possibilità di aumento della dimensione verticale
  84. 4. TECNICHE DI ESECUZIONE
  85. 4.1. Premessa
  86. 4.1.1. Tecnica diretta
  87. 4.1.1.1. Modalità di esecuzione in protesi correttamente estese
  88. A) Precauzioni particolari
  89. B) Istruzioni preliminari al paziente
  90. C) Le varie tappe di esecuzione pratica
  91. D) Sottosquadri
  92. E) Rifiniture
  93. 4.1.1.2. Modalità di esecuzione in protesi scorrettamente estese
  94. 1) Protesi insufficientemente estese
  95. A) Allungamento indiretto
  96. B) Allungamento diretto
  97. 2) Protesi eccessivamente estese
  98. 3) Protesi con associazione di eccessi e difetti di estensione
  99. a) Vantaggi della tecnica diretta
  100. b) Svantaggi della tecnica diretta
  101. 4.1.2. Tecnica indiretta
  102. 1) Variabilità di denominazione
  103. 2) Manovre funzionali
  104. 4.1.2.1. Modalità di esecuzione
  105. a) Vantaggi della tecnica indiretta
  106. b) Svantaggi della tecnica indiretta
  107. 4.1.3. Tecnica diretta-indiretta (o funzionale differenziata)
  108. 4.1.3.1. Modalità di esecuzione
  109. 4.1.3.2. Sostituzione del materiale
  110. 4.1.3.3. Ultime manovre di perfezionamento
  111. Ulteriori applicazioni di materiale
  112. Suggello perimetrale
  113. 4.1.3.4. Vantaggi
  114. 4.1.3.5. Svantaggi
  115. 5. SITUAZIONI PARTICOLARI DI INTERESSE GENERALE NELLA PRATICA DEL RIBASAMENTO
  116. 5.1. Difetti di scarsa visibilità dei denti artificiali inferiori
  117. 5.2. Difetti di scarsa visibilità dei denti artificiali superiori
  118. 5.3. Difetti di scarsa visibilità dei denti artificiali di tutte e due le arcate
  119. 5.4. Difetti di eccessiva visibilità dei denti
  120. 5.5. Il ribasamento di protesi mobili in contrapposizione ad arcate raccorciate
  121. 6. IL RIBASAMENTO CON MATERIALI MORBIDI PERMANENTI NEL TRATTAMENTO DEI TESSUTI MOLLI SENSIBILI E NELLE STOMATITI SOTTOPROTESICHE
  122. 6.1. Considerazioni generali di diagnosi differenziale e di terapia
  123. 6.1.1 Impiego di materiali morbidi permanentemente
  124. 6.1.2 Stomatite sottoprotesica e candidosi
  125. 7. IL RIBASAMENTO IN PROTESI MOBILE IN PRESENZA DI ANCORAGGI OD APPOGGI SU RADICI O CORONE
  126. 7.1. Il ribasamento in presenza di barre di solidarizzazione
  127. 7.2. Il ribasamento in presenza di "ancoraggi" su cappette a perno ("protesi ancorata")
  128. 7.3. Il ribasamento in presenza di "appoggi" su cappette a perno ("protesi appoggiata")
  129. 8. IL RIBASAMENTO IN PROTESI FISSA
  130. 8.1. Il ribasamento di elemento singolo
  131. 8.1.1. Il ribasamento di elemento singolo estetico
  132. 8.1.2. Il ribasamento di elemento singolo metallico
  133. 8.2. Il ribasamento di elementi singoli collegati (ponti)
  134. 8.3. Il ribasamento di elementi provvisori singoli o collegati (ponti) con dimetilacrilato di uretano
Anno
1996
Pagine
236
Formato
Cartonato
Prezzo
110,00 €
Lingua
Italiano
Anno
1996
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